Questa chiesa, la più antica Cattedrale di Amalfi, secondo lo Schiavo risalente al VI secolo, era comunicante con l’attuale Cattedrale quando questa fu costruita, e con il Chiostro Paradiso, da cui attualmente si accede.

L’aspetto attuale, dopo un sapiente restauro che ha ricondotto la chiesa alla fase edilizia originaria, parla di una struttura a due navate (la terza, sicuramente esistente, dovette essere inglobata nella Cattedrale più grande), con un’abside centrale che occupa quasi tutta l’ampiezza della struttura ed un transetto sopraelevato. Le navate sono divise da archi a sesto acuto poggianti su colonne di spolio e da pareti molto alte, alleggerite da bifore a colonnine doppie e, nel registro più alto, da monofore.

Cappelle laterali conservano tracce di pitture del XIII secolo.

La copertura è affidata ad un tetto a doppio spiovente, con capriata lignea a vista.

E’ sede del Museo Diocesano e rientra nel percorso di vista del Chiostro Paradiso e della Cattedrale.

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