La cattedrale vera e propria, dedicata a S. Andrea, il cui corpo fu portato ad Amalfi da Costantinopoli solo nel 1208 ed è conservato nella sottostante cripta, risale al 987, anche se è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli.

Il nucleo originario può essere supposto guardando le strutture decorative visibili ancora sulla parete destra del transetto (archetti intrecciati).

L’impianto basitale, a tre navate divise da archi poggianti su pilastri (in origine colonne) rivestiti di marmi, presenta l’aspetto barocco voluto dal vescovo M. Bologna.

Nell’abside centrale, l’altare maggiore del 1711, opera di Giuseppe e Paolo Mozzetti, contiene, incorniciata da una struttura a timpano spezzato barocco, la tela di Dell’Asta, con il Martirio del Santo; il catino absidale, lunettato da nervature barocche, mostra, invece, tre affreschi (S. Andrea, la Madonna Assunta, S. Giovanni Battista), realizzati nel 1715 sempre dal Dell’Asta.

Le absidi laterali approfondiscono per contenere a destra la cappella del Coro dei Canonici del 1700, a sinistra quella del Sacramento, sempre del 1700, con volta a vela affrescata.

Le navate laterali mostrano cinque cappelle per lato; a destra, iniziando dall’ingresso, c’è la cappella che contiene tre statue (S. Giovanni Evangelista, S. Giovanni Battista, S. Benedetto), le altre contengono tele del 1700, opere di Silvestro Mirra e della sua scuola (la Vergine, S. Michele, S. Nicola e la Natività); a sinistra, dopo il fonte battesimale in porfido rosso, le cappelle alloggiano tele sempre del Mirra (S. Eustachio, la Vergine, S. Gaetano da Tiene con S. Andrea Avellino, la Vergine).

La controfacciata della navata destra mostra la tela di Ottavio Elioni (XVIII secolo) che racconta il miracolo del Santo patrono.

La copertura è affidata ad un soffitto piano a cassettoni dorati che contiene tele di Dell’Asta con scene di vita del Santo, nel transetto le tele sono di Giuseppe Castellano (XVIII secolo- Vocazione del Santo e Pesca miracolosa).

Teche vetrate aperte sulle pareti laterali custodiscono un reliquiario di S. Andrea in argento (XVI secolo) e una croce di madreperla di Mons. Marini (1930).

Interessanti opere sono inoltre: la mensa eucaristica, costituita dal sarcofago del vescovo Pietro Capuano (1360), le due colonne monolitiche di marmo rosso, poste ad incorniciare i presbiterio, i due candelabri, con le colonne che li sostengono, a decorazione musiva. Dalla navata destra si accede alla sacrestia, costruita nel 1786 a pianta ottagona, con interessanti affreschi.

L’ingresso della cattedrale è costituito da un atrio, voluto dal Cardinale Pietro Capuano, nel XIII secolo, affrescato nel 1929 dal Paolo Vetri, con scene della vita di Cristo e di S. Andrea; su di esso si apre la porta centrale, di bronzo, costruita a Costantinopoli nel 1060, formata da formelle con motivi cruciformi.

La facciata, a capanna, con archetti intrecciati, mostra la fase edilizia ottocentesca (nel 1861 ci fu un crollo e quindi fu ricostruita dall’Alvino e dal Raimondi), con i mosaici su disegno di Domenico Morelli.

La cripta, a cui si accede da una scala nella navata destra, fu costruita nel 1203 per accogliere il corpo di S. Andrea. E’ divisa longitudinalmente in due navate da pilastri, ricoperti da marmi, che reggono volte a crociera interamente affrescate nel 1600 da artisti napoletani, tra cui Aniello Falcone. L’altare, del 1500, mostra la statua bronzea di S. Andrea di Michelangelo Naccherini e quelli in marmo di S. Stefano e di S. Lorenzo, opere di Pietro Bernini.

Il campanile, iniziato nel 1180, mostra un progressivo alleggerimento delle strutture ottenuto mediante aperture più ampie e con la cella campanaria circolare, circondata da quattro celle minori e decorata da motivi bicromi di archi intrecciati e dalle maioliche verdi e gialle della cupola

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