La chiesa, sede di una storica Congrega atranese, fu costruita nel 1604 da Scipione Crepella e Giambattista Vollaro; è una struttura ad un’unica navata, con due cappelle per lato e copertura a volta a botte lunettata.
Sull’ingresso un antico organo, con balcone in legno, ricorda la devozione di una famiglia atranese per questa chiesa.
La decorazione nella parte alta delle pareti laterali è molto articolata e presenta motivi a “grottesche” ed angeli sulla volta; un enorme affresco occupa tutta la luce della parete alta sull’altare maggiore, riproponendo la Vergine con il Bambino che offre la veste marrone ad un santo francescano. Una tela con S. Bartolomeo decora la prima cappella laterale destra.
L’altare, in marmo, è decorato da un piccolissimo affresco della Vergine col Bambino, ritratta solo nel busto e abbellita da una corona e da una collana di argento applicate a rilievo.
La zona presbiteriale è sottolineata dalla presenza di una balaustra marmorea ed è arricchita da un coro ligneo.
Il pavimento, in marmo, racchiude anche una lapide posta dalla famiglia di un priore della Congrega.
La facciata della chiesa è molto semplice (a capanna) ed è completata da un campanile quadrato a due registri con un coronamento a gocce rovesciate, molto interessante dal punto di vista stilistico.
La particolarità di questa chiesa risiede nel fatto che, nel periodo natalizio, viene qui allestito un grande presepe che ha una peculiarità che lo rende differente da tutti gli altri esempi di arte presepiale napoletana: i pastori riproducono caratteristiche di persone atranesi, realmente esistite nei secoli scorsi, e ne portano anche il nome. Ci sono “Matalena è Zazzà” o “Ninina e’ Zia Peppa” e tanti altri nomi che riportano alla memoria fatti ed eventi della storia quotidiana di questo borgo.
La maggior parte delle statue risale all’800 e si dice che siano opera di un valente artista, Vincenzo Amodio, del 1850, autore secondo la tradizione anche di tutta la decorazione pittorica della chiesa; questo artista è stato capace di creare questi capolavori di cartapesta servendosi come sostegno di assi di legno e di filo di ferro.
Al di là dei pastori anche la disposizione che ogni anno viene studiata per costruire il presepe merita di essere vista, data la sapienza scenica con cui ogni elemento trova il suo posto.

La chiesa è aperta solo in occasione di rare celebrazioni liturgiche, ma può essere visitata rivolgendosi al comando di polizia municipale, presso la Casa Comunale, che indicherà il recapito del custode.

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